Stagni salmastri
Gamberetti d’acqua salmastra:
Antecaridina lauensis
Calliasmata pholidota
‘Ōpae ‘ula o Halocaridina rubra
Halocaridina palahemo
Metabetaeus lohena
Procaris hawaiana
Palaemonella burnsi
Vetericaris chaceoru
Stato delle specie:
Tutte elencate nella lista federale tranne Halocaridina
Tutte elencate nella lista dello Stato tranne Halocaridina
Lista Rossa IUCN – Non considerata
Tutte endemiche tranne Antecaridina, Calliasmata, Metabeteus
Il risultato è che solamente la Halocaridina rubra può essere liberamente sportata e commercializzata e quindi la moltitudine delle altre specie di gamberetti provenienti dalle Hawaii, sono quasi per nulla conosciuti.

esemplari di Metabetaus lohena

esemplari di Calliasmata pholidota
Informazione sulle specie:
Questo gruppo di specie vive in ambienti sottorranei e in bacini di acqua
salmastra composti da un mix di acqua dolce e acqua salata, proveniente da
collegamenti sotterranei con il mare. Tutte le specie, eccetto A. lauensis, C.
pholidota, e M. lohena, sono endemiche delle Hawaii. La Ōpae ula raggiunge la
lunghezza di 1.5 cm ed è una specie erbivora che pascola sulle patine d’alghe,
di batteri e diatomee che crescono sulle rocce e altri substrati duri. Sono
anche in grado di filtrare il cibo attraverso e sulla superficie dell’acqua. Le
altre specie sono molto più grandi (raggiungono i 5 centimetri o 2 pollici di
lunghezza) ed alcune sono predatrici. M. lohena si ciba dei suoi simili e
soprattuto delle ‘ōpae ‘ula.
C. pholidota si ciba di crostacei e policheti, mentre P. hawaiana è stata vista
cibarsi di gamberi.
Sono tutte di colore rosso e hanno poche appendici. Le Ōpae ‘ula trasportano circa 12 uova fecondate sotto la pancia, per un periodo di incubazione di circa 38 giorni. Si riproducono una o due volte l’anno ed hanno un’aspettativa di vita, in cattività, di circa 20 anni. Per quanto riguarda le altre specie, abbiamo meno informazioni, ma sono relativamente longeve per la loro classe. La A. lauensis e la M. lohena vivono anche sei anni. La C. pholidota è cieca. La A. lauensis, la ‘ōpae ‘ula e la M. lohena vivono in acque con concentrazioni saline da 2 a 36 ppt. Le specie più rare sono state trovate in bacini con un’altissima concentrazione di sali, di solito, sopra 15 ppt. Tutte vivono in acque con temperature superiori ai 20 C°. Inoltre l’ Ōpae ‘ula mostra una gran quantità di variabili intraspecifiche, quantificate da luogo a luogo, che suggeriscono che la preservazione della diversità genetica potrebbe essere un problema. Analisi genetiche, non pubblicate, indicano che le H. palahemo e le ‘ōpae ‘ula potrebbero non essere due specie diverse, ma far parte di un solo gruppo criptico geneticamente vario.

Tipiche pozze salmastre dove vivono i gambaretti Hawaiani.
Distribuzione:
La distribuzione storica include dalle 600 alle 700 pozze salmastre a O’ahu,
Maui, Moloka’i, e sull’isola Hawai’i e una quantità sconosciuta di canali
sotterranei. Al momento, queste specie, si trovano in pochi bacini salmastri a
Maui e Hawai’i, le ‘ōpae ‘ula si trovano in un bacino salmastro artificiale
appositamente creato a Kaho’olawe, e in habitat naturali e artificiali a O’ahu e
Moloka’i. Sono state trovate anche nell’oceano, in prossimità di una foce
d’acqua dolce. Soltanto due di queste specie (V. chaceorum e H. palahemo) si
possono trovare ognuna in una singola pozza (a Hawai’i). Solo le ‘ōpae ‘ula e le
M. Lohena hanno una distribuzione più vasta. Le altre quattro specie si trovano
ciascuna in non più di quattro bacini. Sei di queste otto specie si possono
trovare sia nella Riserva Naturale di Ahihi-Kina’u (Maui) sia in quella di
Manuka (Hawai’i). Alcune specie si trovano a Wainapanapa, Maui; nel Bacino
Riserva di Waikoloa (North Kona Hawai’i), nell’area di Ka Lae vicino a South
Point Hawai’i in una proprietà demaniale e nel Parco Nazionale Storico di Kaloko
– Honokohau, e nel Parco Nazionale dei Vulcani delle Hawaii. Le ‘opae ‘ula si
trovano a Barbers Point, a Flat Island, a Waianae e in un impianto di
acquacultura a Kahuku, tutte località di O’hau.

Tipico paesaggio Hawaiano vulcanico dove si raccoglie l'acqua salmastra e dove è possibile trovare questi gamberetti anchialini.
Abbondanza:
L’abbondanza dei gamberetti d’acqua salmastra nell’area di Waikolao è stata
costante, eccetto che per un incremento delle ‘ōpae ‘ula dal 1996. L’ ‘opae ‘ula
è la specie di gamberetto salmastro più diffusa in assoluto, e in un buon
habitat, la densità può raggiungere le centinaia di individui per metro
quadrato. Di V. chaceorum non se ne sono mai visti più di una manciata. Nelle
recenti indagini non sono stati avvistati esemplari di H. palahemo.
Dato che molte di queste specie vivono nelle fessure interstiziali dei fondali,
è difficile determinare l’esatto ammontare della popolazione o l’estensione
territoriale, né fare una valutazione quantitativa dell'abbondanza. La
popolazione generale potrebbe essersi abbassata a causa dell’inserimento di
pesci nei bacini.
Siti e condizioni dell'habitat ideale:
I gamberetti d’acqua salmastra si trovano nelle acque marine sotterranee e nei
bacini salmastri situati in quelle aree geologicamente giovani vicino alla
costa, composte da depositi lavici. Il deposito lavico, in queste aree, ha delle
fessure che collegano le pozze salmastre all’oceano. Quindi questi bacini sono
sempre vicino al mare, hanno vari livelli di salinità e sono influenzati dalle
maree. La maggior parte di questi hanno una superficie minore di 100 metri
quadrati (1000 piedi quadrati) ed una profondità di meno di 1.5 metri (5 piedi).
I gamberetti dei bacini salmastri, si possono trovare a qualsiasi livello della
colonna d’acqua e sul substrato, così come negli interstizi dei canali che fanno
parte del sistema di collegamenti con l’oceano, che influenza l’acqua dei
bacini. Molti bacini sono stati riempiti, o ospitano, specie non originarie del
luogo. Un bacino fu accidentalmente creato a Kaho’olawe dall’enorme esplosione
di una bomba e successivamente colonizzato dalle ‘ōpae ‘ula attraverso un
meccanismo sconosciuto, dato che i bacini più vicini sono a 10 kilometri di
distanza (sei miglia). Tra le varie possibilità, quella di esservi state
trasportate dagli uccelli, oppure che fosse già presente una colonia
sotterranea.
Fu creato un altro bacino da usare nell’industria dell’acquacultura e fu
colonizzato da ‘ōpae ‘ula che risultarono appartenere ad un unico gruppo
genetico, questo suggerì che i gamberetti provenissero da una sconosciuta, ma
vicina, risorsa sotterranea. Quindi, non è ancora chiaro, quanto siano necessari
i bacini salmastri alla sopravvivenza delle ‘ōpae ‘ula. I bacini possono essere
una fonte di ulteriore incremento della produttività dei gamberetti salmastri e
della comunità che vi ruota attorno, visto che l’habitat sotterraneo è
probabilmente meno produttivo in assenza di questi collegamenti.
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Halocaridina nel loro ambiente.
Minacce:
- La distruzione ambientale ha ridotto gli habitat disponibili per i gamberetti
d’acqua salmastra. Sulle isole Hawai’i c’è stato un forte sviluppo nella
principale area di bacini salmastri tra Kawaihae e Kailua-Kona che ha portato al
riempimento di molte pozze. Un sistema di monitoraggio è stato messo a punto a
Waikaloa per valutare l’impatto ambientale di tale sviluppo;
- un gran numero di specie di pesci introdotte negli stagni competono con i
gamberetti per il cibo, o li predano come tale. I pesci (Tilapia, Koi, gambusie
e guppies) e i gamberi taitiani introdotti, costituiscono la maggiore minaccia,
ed alterano le abitudini ambientali dei gamberetti. Più del 90% dei bacini
salmastri della costa hawaiana di Kona, sono stati “contaminati” da queste
specie non indigene. La presenza di questi pesci spinge i gamberetti a ritirarsi
nelle fessure del substrato, quindi il bacino si riempie di alghe ed il
risultato è che le scorie si accumulano molto più in fretta, con conseguente
deperimento dello stagno. Questo indica che le ‘ōpae ‘ula sono la chiave di
volta;
- l’inquinamento degli stagni causato dai rifiuti e dall’uso che l’uomo fa
dell’acqua;
- i bacini salmastri stessi possono, agire da conduttori di agenti inquinanti e
predatori, e impattano sulle aree sotterranee che dovrebbero essere gli habitat
primari di queste specie.
- gli appassionati che catturano le ‘ōpae ‘ula per rivenderle ai commercianti ad
uso ornamentale o come cibo vivo, minacciano alcuni bacini.
Interventi di conservazione:
In aggiunta ai comuni interventi di conservazione previsti dallo Stato e
dall’isola, altri interventi specifici includono:
- recintare gli stagni nella Riserva Naturale di ‘Ahihi Kina’u, e possibilmente
anche altrove;
- sensibilizzare le persone riguardo al valore degli stagni, alle minacce a cui
sono soggetti e agli interventi di conservazione necessari per preservarli;
- ripristino dell’habitat attraverso la rimozione delle varie specie di pesci
introdotte;
- prendere in considerazione la creazione di bacini artificiali;
- mantenere una popolazione sana con un’appropriata regolamentazione della
pesca, nonché con un’adeguata formazione dei pescatori;
- Proposta di chiusura e deviazione di un tratto di strada adiacente a 49 stagni
nella Riserva Naturale di Manuka.
Monitoraggio:
- Indagini
continue sulla popolazione e sulla sua distribuzione negli habitat conosciuti e
in quelli possibili;
- sviluppo di metodi d’indagine quantitativa
Prelievo di alcuni esemplari per studi scientifici.
Priorità della ricerca:
- Approfondire la conoscenza della storia dei gamberetti d’acqua salmastra,
inclusa l’importanza degli stagni contrapposti agli habitats sotterranei per
quanto riguarda l’esistenza e l’abbondanza della popolazione dei gamberetti
stessi;
- capire l’importanza ecologica dell’interazione con gli antagonisti e i
predatori introdotti;
- fare ricerche sulla storia dei suddetti antagonisti e predatori per sviluppare
strategie di rimozione o controllo;
- collaborare con l’Agenzia per la Protezione Ambientale per sviluppare
alternative o metodologie accettabili, riguardo all’uso del “rotenone” (
insetticida e acaricida naturale, a largo spettro d'azione, estratto dalle
radici di piante tropicali della famiglia delle leguminose) nella rimozione dei
pesci introdotti.
Bibliografia:
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Hawaiian anchialine shrimp, Halocaridina rubra. Pacific Science. 47(4):338-345.
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Chai DL, Cuddihy C, Stone C. 1989. An inventory and assessment of anchialine
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Maciolek J. 1983. Distribution and biology of Indo ]Pacific insular hypogeal
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Santos, Scott. Auburn University. Personal communication.
Yamamoto M, Tagawa A. 2000. Hawaii’s native and exotic freshwater animals.
Honolulu, HI: Mutual
Publishing. 200 pp.
Articolo: strategia di conservazione dell’ampia fauna selvatica delle Hawaii 10/6/2005. L’intero articolo è stato tradotto per il sito invertebrati.info da Marina; è vietata la riproduzione senza citare la fonte, per qualunque informazione potete scrivere ad info@invertebrati.info .