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Allevamento alternativo

 

Sono rimasto particolarmente colpito leggendo l’articolo “Allevare i Guppy all’aperto” di Nico Roselli, quindi questa primavera decisi di tentare l’esperimento.

Il mio obiettivo sarebbe stato quello di inserire qualche avannotto di guppy in una vasca preparata secondo le indicazioni dell’articolo e quindi lasciarla alle cure di madre natura evitando ogni mio intervento, per poi pescare i pesci a settembre ed avere la possibilità di confrontare i guppy allevati in casa con quelli lasciati nella vasca esterna.

Così i primi di aprile  ho preparato qualche vasca da 100 litri e ho lasciato maturare l’acqua.

Ho inserito quasi subito piante galleggianti (numerosa Lemna minor e Salvinia auricolata, un paio di Eichornia crassipes,  e diverse piantine di Pistia stratoides)  qualche pianta ossigenante (Ceratophyllum demersum ed Egeria densa) , parecchio Cypereus papirus e del muschio di java. Quest’ultimo lo tolsi da una vasca al chiuso dove allevavo red cherry.

Nella vasca esterna dove avevo inserito il muschio probabilmente erano rimaste nascoste alcune larve di red cherry, ma io non me ne accorsi.

 

 

Dopo un paio di settimane l’acqua nelle vasche era completamente verde, ho inserito una ninfea fior di loto e qualche esemplare di dafnia in pochi giorni sono diventate centinaia e l’acqua è tornata ad essere limpida. Così alla fine di aprile cominciai a mettere in tutte le vasche qualche avannotto di guppy con la speranza che non ci sarebbero stati sbalzi climatici. E così è stato, gli avannotti crebbero nutrendosi di dafnie, che erano prossime all’estinzione se non ci fosse stato un piccolo box dove potevano continuare a riprodursi evitando di diventare preda dei guppy. Il progetto procedeva, alla metà di giugno la situazione della vasca era decisamente cambiata, nel frattempo avevo inserito degli esemplari adulti che si erano riprodotti, il Ceratophyllum e l’Egeria densa erano cresciuti a dismisura, mentre delle invadenti alghe filamentose coprivano le piante e parte della vasca fondendosi con il muschio di java. Una mattina osservando la situazione della vasca mi soffermai sul fondo ed ecco la sorpresa: un red cherry di un centimetro e mezzo che stava sulle alghe di cui la vasca era invasa. Cominciai a riflettere su come poteva essere finita nella vasca e mi ricordai che il muschio che avevo utilizzato nelle vasche all’esterno proveniva dalla vasca in cui riproducevo questa specie di neocaridina.Non sapevo cosa fare, pescarla sarebbe stato quasi impossibile, avrei dovuto togliere tutte le piante e gran parte dell’acqua, potevo lasciarla a se stessa oppure mettergli delle compagne.

Ho valutato i pro e i contro riguardo l’inserimento di altre neocaridine. Sicuramente si sarebbero riprodotte, ma poi le larve sarebbero state per buona parte mangiate dai guppy. Decisi di metterne altri 6 esemplari di circa un centimetro, poco fiducioso di riuscire a pescarle a settembre. L’unica cosa che mi ha spinto a giugno ad inserire altri gamberi era il fatto che le larve sarebbero state insieme alle dafnie ed alle larve di zanzara dell’ottimo cibo vivo per i miei guppy, i protagonisti di questo progetto.

 

   

 

Non vidi più nemmeno un esemplare di red cherry fino agli inizi di settembre. L’acqua era completamente verde, le dafnie non esistevano più, integravo regolarmente con cibo vivo che pescavo da una vasca a fianco. A settembre decisi di cominciare a pescare i guppy per portarli all’interno dato che avevo paura di improvvisi sbalzi di temperatura. Tolsi le piante e, retino alla mano, pescavo guppy di tutte le dimensioni facilitato dal fatto che nella vasca era rimasta solo la ninfea e nessun altro tipo di pianta che poteva ostacolare una facile cattura dei pesci.

Dopo l’ingorda giornata di pesca mi ripromisi di pescare gli avannotti rimasti la settimana successiva. Dopo un paio di giorni osservando quanti avannotti erano rimasti da pescare vidi stupido una cinquantina di piccole red cherry di taglia compresa tra 0,5 e 1 centimetro. La settimana successiva mi dedicai quindi alla cattura di questi animaletti. Purtroppo in queste situazioni è facile dimenticarsi di molte larve a causa dell’acqua torbida e comunque sporca, dato che la fase di pesca porta inevitabilmente a sollevare la sporcizia che si è accumulata su fondo nei mesi precedenti.

 

Nella foto è possibile osservare una "red cherry" adulta con i figli nati da 1 mese mezzo lunghi tra i 0,4 e 0,6 millimetri

 

Il risultato dopo un paio di ore di pesca è stato di un settantina di gambretti che portai in una vasca all’interno della mia stanza. Avevo letto che qualcuno sconsigliava di mettere le red cherry insieme ad altri pesci, ma probabilmente in un ambiente che gli offra la possibilità di nascondesi, in parte anche di mimetizzarsi tenendo conto che la colorazione naturale della red cherry non sempre compare in individui giovani, gli ha consentito di sopravvivere quasi come in natura. Per il resto ci ha pensato la natura, la forte luce ha permesso la crescita delle piante acquatiche come le ninfee, il papiro e le alghe, in particolari di quelle unicellulari che mi hanno colorato di un bel verde l’acqua, ed  hanno assorbito gli eccessi di nitriti e nitrati. In parte le alghe sono state mangiate dai guppy che sono cresciuti o dalle dafnie finchè sono sopravvissute.

L’esperienza mi ha consentito di comprendere meglio la robustezza di questo simpatico gamberetto e verificarne la possibilità di convivenza con un pesce relativamente pacifico come il guppy.

 

 

L’intero articolo è stato scritto per il sito invertebrati.info da Mario Bertocco; foto Mario Bertocco e Corrado; è vietata la riproduzione senza citare la fonte; per qualunque informazione potete scrivere ad info@invertebrati.info.